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Cannone
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Per mwcgcannone si intende una mwcwbocca da fuoco che spara a mwdatiro diretto (nel primo arco della mwdqparabola), quindi deve avere una mwdgvelocità alla bocca relativamente elevata. Questo comporta, morfologicamente, che la mwdwcanna del cannone deve avere una lunghezza maggiore di quella di un mweaobice.

La classificazione delle armi di artiglieria in cannoni e obici risale a mwegJean-Baptiste Vaquette de Gribeauval, che definì come cannoni le armi che sparavano mwewpalle di cannone ed mwfaobici quelle che invece usavano mwfqgranate.

Contents

Storia
Note

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Storia

L'età antica

[[File:FireLanceAndGrenade10thCenturyDunhuang.jpg|thumb|175px|Earliest known representation of a firearm (a [[fire lance]]) and a [[grenade]] (upper right), [[Dunhuang]], 10th century<ref&#x3E;{{cita libro|cognome=Temple|nome=Robert|coautori=Needham, Joseph|titolo=The Genius of China: 3,000 Years of Science, Discovery and Invention|url=https://archive.org/details/geniusofchina00robe_0|editore=Prion Books|ISBN=1&#x2D;85375&#x2D;292&#x2D;4|p=242|anno=1999}}</ref&#x3E;]]

Nacque come evoluzione della mwgglancia da fuoco, un'arma composta da un tubo riempito di polvere da sparo che nell'mwgwantica Cina veniva utilizzato come mwhalanciafiamme.cite-ref-science-and-civilisation-in-china-1-0[1] L'arma era a volte caricata con mwiqframmenti di vari materiali che sarebbero stati sparati con lo scopo di massimizzare il danno provocato dall'arma.cite-ref-crosby-2-0[2]

Uno dei modelli più antichi di cui si abbia notizia, funzionante senza l'uso della mwjwpolvere da sparo, venne progettato da mwkaCtesibio d'Alessandria nel III secolo a.C., tuttavia ben poco si sa di questa primitiva invenzione in quanto molti documenti riguardanti le invenzioni di Ctesibio sono andati perduti.cite-ref-3[3]

Dal medioevo all'età moderna

In Europa la composizione della mwlwpolvere da sparo viene menzionata per la prima volta nell'opera mwmaDe nullitate magiae, di mwmqRuggero Bacone, pubblicata ad mwmgOxford nella prima metà del XIII secolo. Nel suo libro mwmwOpus majus, del 1248 è invece presente una ricetta per la preparazione, e viene anche riconosciuto un suo uso militare. Si ha la conferma che vennero usati dai musulmani dei cannoni arcaici, nel mwna1262 per attaccare la città di mwnqNiebla durante l'omonimo assedio, che durò 9 mesi e che vide vincitrici le forze del mwngre di Castiglia, mwnwAlfonso X. Questi cannoni, piccoli e portatili, furono usati principalmente per dare fuoco di supporto ai mwoabalestrieri. Se si fa eccezione per l'uso di alcune piccole artiglierie da parte dei mwoqMerinidi marocchini di mwogAbu Yusuf Ya'qub ibn 'Abd al-Haqq, nel corso dell'assedio di mwowSijilmasa del mwpa1274, nel mondo mwpqislamico le novità comportate dall'uso in battaglia delle artiglierie furono appieno apprezzate dagli mwpgOttomani che, al contrario dei mwpwMamelucchi e di altre dinastie musulmane coeve, organizzarono fin dal mwqaXIV secolo fonderie in grado di fabbricare ottimi cannoni, sfuggendo alla maggior parte dei problemi comportati da una poco sviluppata arte di fondere il ferro.

Fu grazie all'impiego delle artiglierie, in bronzo e ferro, in grado di scagliare proietti con elevata energia e di evitare i problemi dell'eccessivo riscaldamento del metallo e dell'inevitabile deformazione delle canne - quand'anche non della loro rottura, spesso catastrofica per gli addetti ai pezzi - che la fanteria d'élite dei mwqgGiannizzeri - a lungo la sola a fruire delle artiglierie al seguito - si mise presto in mostra in mwqwEuropa per efficienza tattica e superiore capacità di fuoco, trionfando in moltissime delle battaglie in cui era stata impegnata.

È noto l'impiego di batterie di cannoni, per un totale di 68 grandi mwrqbombarde (mwrgtopa tutmak), nel corso del vittorioso mwrwassedio di Costantinopoli di mwsaMehmet II Fatih del 1453,cite-ref-4[4] grazie alle superiori capacità di fonditore dell'mwtqungherese mwtgUrban,cite-ref-5[5] che tuttavia sembra sia morto nell'esplosione di una bombarda di eccezionale grandezza (mwuwcalibro 889 mwvamm, lunga 8 metri e del peso di 48 tonnellate).
Non per questo gli Ottomani rinunciarono alla fabbricazione e all'impiego di grandi artiglierie. Un esempio è il mwvgcannone dei Dardanelli, impiegato nella mwvwOperazione Dardanelli del 1807, nel quadro della mwwaguerra anglo-turca (1807-1809).

L'interesse spiccato per le tecniche di fusione dei cannoni indusse lo stesso mwwgMehmet II a far costruire, nelle immediate adiacenze del quartiere mwwwistanbuliota di mwxaGalata, una grande fonderia (mwxqmwxgTophane) che ha dato poi il nome all'intera area. I locali sono ancora oggi esistenti e destinati ad ospitare mostre ed altri eventi culturali di rilievo.

Con l'età moderna divenne importante l'evoluzione delle artiglierie, con particolare importanza nel passaggio dai cannoni in bronzo a quelli in ferro che resero più economica la fabbricazione delle artiglierie. In Italia i primi cannoni in ferro furono realizzati a mwyaSarezzo in Val Trompia, nel territorio della mwyqSerenissima, per opera del fonditore Tiburzio Bailo.cite-ref-6[6]

Dall'epoca napoleonica alla seconda guerra mondiale

Spesso fino ad allora i cannoni erano costituiti da una bocca da fuoco dotata di due protuberanze laterali dette "orecchioni", tramite le quali essa veniva "incavalcata" sull'affusto. L'affusto era dotato di apposite ruote per i pezzi "da campagna" destinati alla guerra di movimento. Gli orecchioni erano disposti all'incirca sul baricentro della bocca da fuoco per ovvi motivi di stabilità. Questa disposizione permetteva una scarsa escursione in elevazione che però era sufficiente al tiro diretto a corta distanza, unica possibilità di allora.

Nel corso del XIX secolo i cannoni ebbero un'evoluzione che li portò alla morfologia attuale, in pratica si trattò di tre modifiche che, nei confronti dei cannoni dell'inizio del secolo, furono rivoluzionarie:

• miglioramento dei materiali: da bronzo e ferro ad acciaio e ghisa e successivi affinamenti dell'acciaio
• passaggio dall'mwcaavancarica alla mwcqretrocarica
• passaggio dalla mwcwcanna ad anima liscia alla canna rigata

Questi tre fattori, assieme a decisivi miglioramenti delle polveri da sparo, ebbero come conseguenza:

• maggiore gittata
• maggiore celerità di tiro
• maggiore precisione del tiro

Il primo cannone in acciaio mwegKrupp risale al mwew1851. D'altra parte, oltre alla bocca da fuoco propriamente detta, anche l'affusto ebbe un'evoluzione notevole, passando dall'affusto rigido dei cannoni all'inizio del XIX secolo all'affusto dotato di organi elastici, che permetteva il rinculo della sola bocca da fuoco e non di tutto il pezzo.

L'importanza dell'artiglieria, già notevole durante le guerre napoleoniche, aumentò a dismisura durante il primo conflitto mondiale. Nel corso della mwfqprima guerra mondiale l'mwfgartiglieria giocò un ruolo dominante nella mwfwguerra di trinceacite-ref-7[7], tuttavia bisogna ricordare che, considerando la situazione tattica, erano più richieste le armi a tiro curvo (mwhaobici, mwhqmortai e mwhgbombarde) che i cannoni. Vennero usati anche piccoli cannoni per la lotta diretta tra trincee (cannoni da trincea).

Il Regio Esercito Italiano ebbe in uso principalmente cannoni da 149mwia mm. In data 23 ottobre 1917, ovvero prima della ritirata al Piave, erano in servizio 410 cannoni da 149, oltre a diversi altri calibri meno numerosi (L'Esercito Italiano nella Grande Guerra Vol.IV - Tomo 1° - Ufficio Storico del Ministero della Guerra- Roma, 1940). Nel periodo fra le due guerre e nel corso della mwiqseconda guerra mondiale il cannone ebbe un nuovo sviluppo, inizialmente come arma contraerei o mwiwcontrocarri e, specialmente dopo il mwja1941, come arma principale per i mwjqcarri armati. In tutte queste applicazioni tattiche era richiesto l'uso di armi a forte velocità iniziale, quindi a tiro teso. La morfologia dei supporti dei cannoni controcarri e contraerei era differente, per permettere ai contraerei di sparare con massimo angolo, pur potendo utilizzare la medesima bocca da fuoco. Per questi motivi per i cannoni contraerei (che dovevano avere angolo di elevazione fino a 90° ed angolo di tiro a 360°) generalmente furono incavalcati su affusti a piedistallo e crociera (generalmente a quattro bracci, ma, in alcuni casi, particolarmente nei tedeschi mwjg2 cm FlaK e mwjw3,7 cm FlaK, fu preferita la crociera a tre bracci). Oltre a questi nuovi sviluppi il cannone continuò ad essere usato come artiglieria pesante come i mwkaLong Tom statunitensi o i mwkqcannoni ferroviari da 280 mm tedeschi. Un ulteriore sviluppo del cannone nel corso della guerra fu l'impiego su mwkgscafi semoventi, usato soprattutto per cannoni anticarro (mwkwcacciacarri), ma anche per cannoni contraerei (mwlaFlakpanzer IV Wirbelwind 20mwlq mm) e artiglieria pesante (mwlgM40 GMC statunitense).

Dopo la seconda guerra mondiale

Dopo la seconda guerra mondiale i cannoni lentamente persero rilevanza tattica, in quanto sostituiti in tutti e tre gli impieghi che li avevano visti in funzione nella seconda guerra mondiale (contraerei, controcarri ed artiglieria pesante) dai mwmqmissili, specialmente a partire dagli mwmganni 1970, quando gli sviluppi dell'elettronica permisero di teleguidare i missili stessi. Attualmente i cannoni controcarri sono praticamente scomparsi, mentre i cannoni contraerei restano solo per i calibri minori (fino a 30mwmw mm). Invece l'artiglieria pesante continua a rimanere montata sui mwnasemoventi cingolati, con calibri che si sono standardizzati (per i cannoni) sui 150mwnq mm, ed ha il vantaggio rispetto ai lanciarazzi mobili di avere un ricaricamento più rapido e una maggiore precisione e concentrazione di tiro.

L'altro campo di impiego dei cannoni, cioè l'uso come arma principale dei carri armati è invece continuata e lo sviluppo è stato notevole. Negli ultimi anni (a partire dagli mwnwanni 1980) si è affermata la tendenza ad utilizzare cannoni ad anima liscia, eliminando così la rigatura. Questo perché, dato che lo scopo principale del mwoacarro armato da combattimento è di impegnare veicoli similari, vengono usati principalmente proiettili anticarro ad energia cinetica o ad energia chimica. Questi ultimi sono soprattutto di tipo mwoqHEAT, quindi a mwogcarica cava: se messi in rotazione dalla rigatura della canna riducono il loro effetto all'atto dell'impatto con il bersaglio, dato che la mwowforza centrifuga dissipa il getto di fiamma su una superficie più vasta. Anche i più moderni e usati proiettili anticarro a energia cinetica (mwpaAPFSDS, stante per mwpqArmour Piercing Fin Stabilized Discarding Sabot) hanno maggiore stabilità in volo se non vengono sottoposti alla rotazione che gli imprime la rigatura della canna: infatti tali proiettili sono diventati molto lunghi e sottili (vengono appunto chiamati "a freccetta") e sono più stabili in volo se sparati da una canna ad anima liscia e stabilizzati tramite alette fisse. Per questo motivo la tendenza per i MBT è di utilizzare cannoni ad anima liscia, stabilizzando il proiettile nella sua traiettoria con alette che fuoriescono all'atto dell'abbandono della canna (nel caso di proiettili HEAT).

Tipologie

Cannone automatico

Un cannone automatico è un'mwqgarma costituita da una mwqwbocca da fuoco atta a sparare mwraproiettili di mwrqcalibro tra i 20 ed i 30 mwrgmm in rapida sequenza con un meccanismo di mwrwricarica mwsaautomaticacite-ref-8[8]cite-ref-9[9].

Cannone da carro armato

Un cannone da carro armato è l'armamento principale di un mwvacarro armato. I moderni cannoni da carro sono pezzi di grosso mwvqcalibro ad alta mwvgvelocità alla volata, capaci di sparare munizioni a mwvwAPFSDS, mwwaHEAT e, in alcuni casi, mwwqmissili anticarro. Alcuni carri montano mwwgcannoni antiaerei.

Cannone da campagna

Un cannone da campagna è un tipo d'mwxgartiglieria progettata specificamente per fornire, grazie alla sua mobilità e potenza di fuoco, il supporto sul campo di battaglia alle unità di fanteria.

Cannone d'accompagnamento

Un cannone d'accompagnamento è un pezzo di mwygartiglieria progettato ed utilizzato per aumentare la potenza di fuoco delle unità di mwywfanteria, alle quali è organicamente assegnato, secondo le esigenze tattiche del comandante delle unità stesse.

Cannone d'assalto

Un cannone d'assalto è un mwzwsemovente d'artiglieria mw0acingolato, dotato di una spessa corazzatura e armato con un cannone o un mw0qobice di medio mw0gcalibro installato in una mw0wcasamatta fissa su uno mw1ascafo.

Cannoni navali

I cannoni navali, cioè quelli che costituiscono parte dell'armamento delle mw3gnavi, meritano un trattazione a parte, non tanto per la tecnologia, che è sempre rimasta simile a quella dei cannoni terrestri, quanto per il relativo impatto sulla costruzione delle navi stesse.

Il cannone navale nel mw4aXVII e mw4qXVIII secolo era simile a quello terrestre, tuttavia, considerando il limitato spazio verticale disponibile sui ponti delle navi dell'epoca, invece di poggiare su un mw4gaffusto a timone e grandi ruote poggiava su un affusto a carretta con quattro ruote di dimensioni ridotte. Inoltre, per ridurre il mw4wrinculo del pezzo all'atto dello sparo e per riportarlo in batteria era previsto un sistema di mw5acorde e mw5qpulegge che limitava tanto il rinculo quanto la forza necessaria per riportare il cannone sulla linea di tiro, ovviamente questo stesso sistema serviva per tenere fisso il cannone anche nel caso di un forte mw5grollio della nave.

La disposizione dei cannoni sulla nave era sui ponti, quindi era possibile sparare solo di bordo. In caccia o in ritirata venivano usati cannoni lunghi e di piccolo calibro (soprattutto da 9 libbre) sovente in bronzo, ma raramente navi anche di grandi dimensioni avevano più di 2-4 cannoni in caccia ed altrettanti (o poco più) in ritirata. Dopo gli anni '70 del XVIII secolo si diffusero notevolmente le mw7qcarronate, antenate dei moderni obici, si trattava di cannoni molto corti, poco precisi e dalla gittata notevolmente limitata, ma di calibro molto elevato, peso ridotto e capaci anche di un volume di fuoco leggermente superiore ai cannoni normali.

I cannoni in navigazione erano tenuti al riparo nei ponti coperti e i portelli erano chiusi, per evitare che, in caso di rollio, entrasse acqua dalle aperture. Quando veniva dato l'avviso di combattimento i portelli erano aperti ed i pezzi erano portati in batteria.

Con l'avvento dei cannoni in ferro fucinato (metà del XIX secolo) e l'uso delle torrette per avere i pezzi che potevano sparare su entrambi i bordi della nave e in caccia o in ritirata (a seconda della posizione della torretta), il numero di cannoni della nave ebbe una drastica riduzione. Infatti, con l'aumento del calibro dei cannonicite-ref-10[10] e l'aumento delle velocità iniziale del proiettile aumentò l'impulso dato alla nave all'atto dello sparo, considerando che una nave da guerra, avendo il mw9abaricentro relativamente alto, è facilmente soggetta ad instabilità anche con forze laterali modeste fu necessario limitare il peso della bordata per evitare instabilità che avrebbero potuto portare anche al ribaltamento della nave stessa.

Lo sviluppo dei cannoni navali continuò praticamente dalla metà del mw9gXIX secolo fino alla mw9wseconda guerra mondiale, in cui le mw-aYamato (9 pezzi da 460mw-q mm) e le mw-gIowa (9 pezzi da 406mw-w mm) erano armate con i cannoni più grandi mai utilizzati. Tuttavia la seconda guerra mondiale segnò la fine delle mw-acorazzate, e da quel momento le artiglierie navali cominciarono ad avere calibri più ridotti, dato che nelle navi stesse venne privilegiata la velocità rispetto all'armamento ed alla protezione.

Cannone a rotaia

Un cannone a rotaia è una mwaqabocca da fuoco completamente elettrica che spara un proiettile conduttivo lungo una coppia di barre di metallo usando gli stessi principi di un motore omopolare.

Cannone ferroviario

Un cannone ferroviario è un mwaqupezzo d'artiglieria montato su un apposito mwaqyvagone ferroviario, e che quindi può venire spostato solo su mwaqcbinari.

Cannone senza rinculo

Un cannone senza rinculo è un'arma di squadra a canna lunga, liscia o rigata, capace di sparare proietti di calibro elevato eliminando, tramite appositi ugelli per i gas di sparo, il rinculo; in questo modo è possibile ottenere un'arma leggera, gestibile spesso da un solo uomo ed incavalcabile su leggeri supporti, senza la necessità di complessi e pesanti mwaqsaffusti a deformazione, tipici delle artiglierie di pari calibro.

Cannone da difesa costiera

Queste armi sono solitamente installate in fortini di cemento (con pareti il più delle volte spesse più di un metro), si svilupparono dopo il medioevo. Inizialmente erano più costituiti da mattoni e pietre, circa nel periodo della mwaq4Prima guerra mondiale si iniziò ad utilizzare il cemento.

Effetti sulla tattica bellica

La comparsa del cannone all'inizio dell'evo moderno rivoluzionò la tattica bellica in generale e quella di assedio in particolare. Le nuove armi aprivano facilmente grandi brecce nelle mura di città e castelli, pur alte e spesse che fossero: le vecchie fortificazioni mwaremedioevali divennero di colpo vulnerabili. Fu trovata la soluzione al nuovo problema difensivo usando mwariterrapieni in muratura: le nuove mura cioè sarebbero servite a contenere il terreno, che avrebbe assorbito l'urto dei proiettili d'artiglieria. Cambiò anche la forma: invece di cingere la città o il forte in modo da racchiudere il massimo spazio con la minima lunghezza, i nuovi terrapieni erano triangolari, e davano alle fortezze una forma a stella. Questo avrebbe offerto ai cannoni nemici una superficie obliqua, su cui i proiettili sarebbero rimbalzati, e permetteva ai difensori di colpire più agevolmente le truppe attaccanti che si avvicinavano alle mura. Seguendo gli studi dell'italiano mwarmMontecuccoli e del francese mwarqVauban, si giunse ad un uso estremamente sofisticato del mwarutiro incrociato per proteggere gli approcci alla fortificazione stessa. Una dimostrazione dell'efficienza dei cannoni contro fortificazioni ancora di concezione medioevale fu evidente nel caso dell'mwaryAssedio di Costantinopoli del 1453. I cannoni dei mwarcTurchi furono costruiti dal maestro mwargUrban, un costruttore di campane che però non vide il risultato dei suoi sforzi, in quanto morì insieme a 50 artiglieri, nello scoppio di uno dei suoi cannoni più grandi costruiti durante tale azione.

Nel corso del mwaroXVIII e nella prima metà del mwarsXIX secolo i cannoni ebbero un aumento continuo nella rilevanza tattica, basta pensare all'importanza dell'artiglieria (a quel tempo composta quasi totalmente da cannoni) nella mwarwbattaglia di Wagram ed il peso che ebbe nella mwar0battaglia di Waterloo lo scarso rendimento del tiro a palla francese, smorzato dal terreno umido e morbido. Il progresso più rilevante avvenne alla metà del XVIII secolo, con la riforma dell'artiglieria francese effettuata dal mwar4generale de Gribeauval, quando i calibri furono standardizzati e gli affusti resi più mobili. Successivamente alla metà del XIX secolo i cannoni persero peso tattico nei confronti degli mwar8obici, che, potendo tirare con traiettoria curva, furono utilizzati nelle retrovie e non più direttamente sul fronte (come era successo fino alla mwasaguerra civile americana), e, a parità di calibro, essendo più leggericite-ref-11[11] erano sensibilmente più mobili.

Note

cite-note-science-and-civilisation-in-china-11. mwassJoseph Needham, mwaswScience & Civilisation in China, volume 7: The Gunpowder Epic, Cambridge University Press, 1987, pp.mwas0 263-275, mwas4ISBNmwas8 0-521-30358-3.
cite-note-crosby-22. mwatq(mwatumwatyEN) Alfred W. Crosby, mwatcmwatgThrowing Fire: Projectile Technology Through History, Cambridge University Press, 2002, p.mwatk 99, mwatoISBNmwats 0-521-79158-8.
cite-note-33. mwauaArnold Reymond, mwauemwauiHistory of the Sciences in Greco-Roman Antiquity, Biblo & Tannen Publishers, 1963, p.mwaum 79, mwauqISBNmwauu 0-8196-0128-4. mwaucURL consultato il 26 maggio 2008.
cite-note-44. William Johnson, "The Sultan's Big Guns", su mwausDragoman, vol. 1, no. 2
cite-note-55. Volker Schmidtchen, "Riesengeschütze des 15. Jahrhunderts. Technische Höchstleistungen ihrer Zeit", in mwau8Technikgeschichte 44 (3), 1977, pp. 213–237 (alle pp. 226–228)
cite-note-66. mwavmmwavqmwavuI Cannoni di Sarezzo, su mwavyBrescia Genealogia, 14 aprile 2021. mwavcURL consultato il 14 ottobre 2021.
cite-note-77. L'artiglieria italiana nel corso della guerra passò da circa 2000 pezzi d'artiglieria (512 batterie) a 9021 pezzi, mwavsLa grande guerra sul fronte italiano dalle immagini del Servizio Fotografico Militare, a cura dell'USSME, Ermanno Albertelli Editore, Parma (2006), pag 27 e pag 139
cite-note-88. Riccardo Busetto, mwav8Dizionario militare, Zanichelli, 2004, ISBN 88-08-08937-1, pag. 174
cite-note-99. mwawqmwawumwawyCannoncino sul vocabolario Treccani, su mwawctreccani.it mwawg(mwawkarchiviato il 19 febbraio 2020).
cite-note-1010. Nel mwaw01792 i cannoni navali francesi erano da 24 libbre (137 mm) Santi-Mazzini, mwaw4La Marina..., Vol. 2, mwaw8Navi e cannoni, pag 221, mentre i cannoni montati nella torretta della danese Rolf Krake, prima nave ad avere l'armamento in torre ruotante, erano da 8 mwaxain(203 mm) Santi-Mazzini ibidem pag 262
cite-note-1111. Il cannone mwaxqPaK 43 88 mm pesava 5000mwaxu kg in ordine di marcia, mentre l'obice-cannone mwaxy25 pounder (calibro 87,6 mm) pesava in ordine di marcia 1800mwaxc kg

Bibliografia

• Giovanni Santi-Mazzini, mwaxsLa macchina da guerra dal medioevo al 1914, 2 Voll., Edizioni Mondadori (2006)
• Giovanni Santi-Mazzini, mwax0La Marina e le armi navali, 2 Voll., Edizioni Mondadori (2006)

Voci correlate
Altri progetti

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itcannone, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefbritannica-com(EN) cannon, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwayyCome si costruivano i cannoni nel Settecento, su ariannascuola.eu. URL consultato il 26 ottobre 2010 (archiviato dall'url originale l'8 gennaio 2011).
• citereftreccani-cannoneCannone, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.